«This is a End»
Il ticchettio delle gocce di pioggia risuonava sui vetri. Era particolarmente interessante stare a sentire questo rumore.
-Gwen,- disse mio padre vedendomi attaccata alla finestra-cos'hai?
Feci un cenno con il capo. Lui capiva sempre quando stavo male,e quello era uno di quei giorni. E lui l'aveva capito. Anche abbastanza bene.
-Andiamo a fare una passeggiata,fiorellino?-disse accarezzandomi leggiadramente il viso.
Dopo circa dieci minuti ci ritrovavamo in macchina,pronti per andare in montagna a prendere una boccata d'aria.
"
ho un pensiero che parla di te
tutto muore ma tu
sei la cosa più cara che ho
e se mordo una fragola
mordo anche te...
"
Cantavamo a squarciagola,e forse,forse per un attimo con quella stupida canzone di Vasco avevo riaconquistato il sorriso.
-Sorridi,eh?-chiese girandosi verso di me.
Un gesto
troppo avventato.
Dad's PONQuelle strane 'ondine' che facevano BIP,contavano i battiti di mia figlia.
Contavano quanto ancora le rimaneva da vivere.
-Papà?
Sei la cosa più cara,che ho-disse mia figlia cantando ancora quelle parole che,che avevano provocato tutto questo.
Non riuscii a trattenere le lacrime. Era assurdo che un uomo piangesse.
Ma lei era la mia unica figlia,la mia unica gioia,la mia unica compagna di giochi,se così possiamo chiamare lei,mia figlia.
Ad un certo punto al posto delle strane ondine vi era una linea retta. Senza un minimo di increspature.
-Se n'è andata- dissi facendo cadere la testa sul letto e lasciando le mani di quella che era stata un'anima sbarazzina e dolce: la mia farfalla era volata.
E solo in quel momento capii,il
vero dolore,di chi soffre.
i can’t live in a world where you don’t exist.
coming soon in theater new moon-is true!©